Chi è il Capitano Ultimo

10.03.10

Pubblicato da admin il 10 Marzo 2010

Il tenente colonnello dei carabinieri Sergio De Caprio, conosciuto come «Capitano ultimo», è l'ufficiale che arrestò il 15 gennaio 1993 il capo dei capi. Attorno alla figura dell'eroe che riuscì ad arrestare Totò Riina, dopo le stragi di Falcone e Borsellino, sono stati scritti libri e realizzate fiction televisive che hanno avuto record di ascolti. De Caprio, dopo aver avuto degli scontri con i suoi superiori, in particolare su come portare avanti le indagini, ha lasciato alcuni anni fa il Ros dei carabinieri ed è stato trasferito al Noe, il nucleo operativo ecologico.

La sua storia

10.03.10

Estratto da Wikipedia

Ex allievo della Scuola militare "Nunziatella", vince il concorso per la prestigiosa Accademia militare di Modena dove compie gli studi e la formazione, diventando tenente dei carabinieri. Dopo aver prestato servizio presso la compagnia di Bagheria, entra nel Raggruppamento operativo speciale, comunemente detto ROS. È qui che, a capo della I Sezione del I Reparto del ROS, fonda il CRIMOR - Unità Militare Combattente, scegliendo, per formare la sua squadra, un gruppo di carabinieri al momento poco considerati nell'Arma e relegati ad incarichi di non elevato profilo.

Ora colonnello dei carabinieri, Ultimo è noto per essere l'ufficiale che, quando era a capo del Crimor, mise materialmente le manette, il 15 gennaio 1993, a Salvatore Riina. Il racconto dell'arresto del boss mafioso è stato varie volte messo in discussione, sia durante il processo celebrato a Palermo nel 2006 in relazione ai fatti che portarono alla ritardata perquisizione del "covo" di Riina, sia, più recentemente, dalle dichiarazioni di Massimo Ciancimino, figlio dell'ex sindaco di Palermo Vito Ciancimino (condannato per mafia), secondo il quale, in realtà, Riina sarebbe stato consegnato ai Carabinieri da Bernardo Provenzano. Massimo Ciancimino, ad oggi, è un "dichiarante" giudicato attendibile solo a fasi alterne nel corso di altri procedimenti. Peraltro, a ben vedere, l'unica ricostruzione ufficiale oggi disponibile delle vicende che hanno portato all'arresto di Salvatore Riina, è quella prodotta dalla sentenza 514/2006 con cui il tribunale di Palermo ha assolto il capitano De Caprio e il colonnello Mori dalle accuse loro rivolte a seguito della ritardata perquisizione dell'abitazione di Riina. Con la sentenza del 20 febbraio i giudici del tribunale di Palermo, oltre ad assolvere gli imputati «perché il fatto non costituisce reato», hanno voluto sottolineare e ribadire, prese in considerazioni tutte le testimonianze ed i verbali disponibili, che «l'istruzione dibattimentale ha consentito di accertare che il latitante (Riina, ndr) non fu consegnato dai suoi sodali, ma localizzato in base ad una serie di elementi tra loro coerenti e concatenati che vennero sviluppati, in primo luogo, grazie all'intuito investigativo del cap. De Caprio».

De Caprio, dopo la cattura di Riina, si è dedicato alla ricerca di altri pericolosi latitanti, Provenzano in particolare, fino a quando, nel maggio del 2000, chiese il trasferimento ad altro incarico, in disaccordo con il vertice del ROS - al tempo comandato dal generale Sabato Palazzo - relativamente all'impiego di personale provvisorio in attività d'indagine.

A seguito della richiesta avanzata, Ultimo venne assegnato al NOE, il Nucleo Operativo Ecologico dei Carabinieri, come vice comandante, incarico che riveste tutt'oggi. Ha destato scalpore la decisione di togliere al Capitano Ultimo la scorta, nell'ottobre 2009. Scorta riassegnatagli solo nel gennaio 2010.